(Federica Cannas) – Il 20 dicembre 2025 i leader dei Paesi del Mercosur si sono riuniti a Foz do Iguaçu, in Brasile, per la LXVII Cumbre dei Capi di Stato, un vertice atteso soprattutto per il possibile epilogo del negoziato sul trattato di libero scambio tra Mercosur e Unione Europea, avviato oltre 26 anni fa e considerato uno dei più ambiziosi accordi commerciali globali.

Alla riunione hanno partecipato il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, l’argentino Javier Milei, il paraguaiano Santiago Peña, e l’uruguaiano Yamandú Orsi, insieme al ministro degli Esteri della Bolivia, presente in rappresentanza di uno Stato in fase di piena adesione al blocco. I lavori si sono svolti in un clima definito ufficialmente “costruttivo e cordiale”, con un confronto aperto sulla situazione attuale del Mercosur e sulle sue prospettive future.

Nel corso del vertice, i presidenti hanno ribadito il valore di un Mercosur aperto, pensato come strumento di sviluppo, prosperità e integrazione competitiva nell’economia globale. È stata riaffermata la volontà comune di rafforzare il blocco, migliorarne il funzionamento e consolidarne il ruolo internazionale.

Ampio spazio è stato dedicato ai processi di integrazione economica e produttiva, con particolare attenzione al settore automobilistico, all’energia, ai biocombustibili, alle rinnovabili e ai minerali strategici. I leader hanno sottolineato come la transizione verso modelli energetici a basse emissioni rappresenti non solo una necessità ambientale, ma anche un’opportunità geopolitica e industriale per l’intera regione. In questo quadro, è stata ribadita l’importanza della cooperazione su gas naturale, interconnessioni elettriche e infrastrutture energetiche condivise.

Il vertice ha inoltre evidenziato i progressi in materia di armonizzazione normativa, digitalizzazione del commercio e modernizzazione delle procedure doganali. Un passaggio significativo riguarda il Certificato di Origine Digitale, ormai pienamente operativo tra Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, considerato uno strumento chiave per facilitare il commercio intra regionale e ridurre i costi burocratici.

Particolare attenzione è stata riservata anche alle piccole e medie imprese, con l’approvazione di una roadmap 2025-2030 per favorirne l’accesso ai mercati, il finanziamento e l’integrazione nelle catene produttive regionali. Accanto a ciò, i capi di Stato hanno ribadito la centralità di scienza, tecnologia e innovazione, individuando settori strategici come intelligenza artificiale, bioeconomia, sanità, energia e ricerca scientifica come leve decisive per il futuro del Mercosur.

Sul piano delle relazioni esterne, il vertice ha registrato soddisfazione per la firma dell’accordo di libero scambio tra Mercosur ed EFTA e per i progressi nei negoziati con Emirati Arabi Uniti, Canada, India, Giappone e diversi Paesi dell’Asia e dell’America Centrale. Un segnale della volontà del blocco di diversificare le proprie alleanze commerciali e rafforzare la propria presenza globale.

Proprio in questo contesto si inserisce la delusione ufficialmente espressa per la mancata firma dell’accordo Mercosur-Unione Europea, prevista inizialmente a Foz do Iguaçu. I presidenti hanno sottolineato che il testo dell’intesa rappresenta un equilibrio raggiunto dopo oltre due decenni di negoziati e che la sua firma avrebbe inviato un segnale politico forte in una fase di grande incertezza internazionale. Il rinvio, dovuto alla mancanza di consenso politico all’interno dell’Unione Europea, è stato accolto con l’auspicio che Bruxelles completi rapidamente i propri passaggi interni, così da poter fissare una nuova data.

Il presidente brasiliano Lula da Silva ha invitato l’Europa a mostrare coraggio politico, ribadendo che il Mercosur continuerà comunque a rafforzare le proprie relazioni internazionali e a muoversi come attore globale autonomo. Una possibile nuova finestra per la firma dell’accordo potrebbe aprirsi a gennaio 2026, durante la presidenza pro tempore del Paraguay.

Nonostante il rinvio, il vertice di Foz do Iguaçu conferma la centralità del Mercosur come spazio politico, economico e strategico, capace di affrontare insieme temi che vanno dal commercio alla transizione energetica, dalla salute nelle aree di frontiera alla sostenibilità dello sviluppo. Un blocco che, pur tra difficoltà e frizioni, continua a rivendicare un ruolo attivo nel ridefinire gli equilibri della globalizzazione.

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