Il nuovo quaderno del Centro Studi Salvador Allende

Il Centro Studi Salvador Allende è uno spazio in cui la riflessione politica è un gesto d’amore verso il possibile. Un laboratorio in cui le idee si intrecciano con la vita, dove il ricordo di chi ha lottato per la dignità umana continua a vivere nel presente.
Ed è qui che nasce “Musica e libertà. Suoni di lotta tra Sudamerica e Italia”, edito da Arkadia Editore, il nuovo quaderno politico che è un ponte sonoro tra continenti, tra epoche, tra cuori che hanno rifiutato il silenzio.
La musica è Storia. È il canto di Víctor Jara che continua a risuonare nelle piazze cilene. È la voce di Mercedes Sosa che attraversa le Ande portando speranza. È il grido degli Inti-Illimani che trasforma l’esilio in resistenza.
Il percorso che abbiamo compiuto per arrivare a questo quaderno è stato un percorso di ricerca e ascolto. È stato un ritrovarsi attorno a un tavolo e sentire che quelle melodie, scritte decenni fa in lingue e latitudini diverse, parlavano ancora di noi, del nostro presente, delle nostre inquietudini e dei nostri sogni ostinati.
Abbiamo seguito i fili invisibili che legano il dolore cileno del ‘73 alla Resistenza italiana, la Nueva Canción all’impegno cantautorale europeo. Perché in quei suoni vive qualcosa che questo tempo così frenetico, così smemorato, rischia di perdere: la convinzione che un altro mondo sia davvero possibile, e che valga la pena lottare per costruirlo.
Questo quaderno è nato dalle conversazioni che non temono il silenzio e dalle riflessioni che accettano il dubbio. È nato dalla certezza che ricordare Salvador Allende oggi significhi interrogarsi su cosa voglia dire governare con dignità, credere nella democrazia come spazio vivo.
E la musica, in questo viaggio, è stata la compagna più fedele. Perché dove le parole si fermano, una canzone sa ancora accendere la fiamma. Sa ricordarci perché ci indigniamo, perché ci commuoviamo, perché non ci arrendiamo.
Musica e libertà ci accompagna nella riscoperta di quelle note che hanno dato voce a chi non ne aveva.
Ci spinge a riconoscere che ogni epoca ha bisogno dei suoi cantori di giustizia e libertà. Ci fa capire che la lotta che trasforma passa anche attraverso la bellezza, l’armonia, la condivisione di una canzone.
Il Centro Studi Salvador Allende continua a essere uno spazio dove il pensiero critico non si vergogna di emozionarsi, dove ogni pubblicazione è un piccolo seme piantato nella speranza che faccia germogliare qualcosa di bello.
E allora, che questo quaderno possa essere ascoltato più che letto. Che possa risuonare nelle orecchie e nel cuore di chi ancora crede che cambiare il mondo non sia un’utopia ingenua, ma l’unica cosa sensata da fare.
Perché come cantava Violeta Parra, e come continuiamo a cantare noi “Gracias a la vida” che ci ha dato tanto. Compresa la capacità di indignarci, di amare, di resistere attraverso una melodia.
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