(Federica Cannas) – Il Cile diventa uno dei primi paesi al mondo a riconoscere legalmente il diritto alla cura, consacrandolo come quarto pilastro della protezione sociale accanto a salute, istruzione e pensioni.

Il 9 febbraio 2026, il presidente Gabriel Boric ha promulgato al Palacio de La Moneda la legge che crea il Sistema Nacional de Apoyos y Cuidados (SNAC), portando a compimento un percorso legislativo che il capo di Stato ha definito “storico, non in senso retorico, ma in una questione molto concreta”. Con questa firma, il Cile si posiziona all’avanguardia mondiale nel riconoscimento dei cuidados come responsabilità collettiva e diritto fondamentale.

La nuova legge, approvata all’unanimità dal Senato il 14 gennaio dopo aver ricevuto 104 voti favorevoli alla Camera dei Deputati nel marzo 2025, rappresenta il culmine di anni di mobilitazione delle organizzazioni di cuidadores. Come ha sottolineato la ministra della Donna e dell’Equità di Genere Antonia Orellana, la legge ha ricevuto il contributo di 1.500 persone che hanno partecipato ai dialoghi nelle 16 regioni del paese .

La realtà che ha reso urgente questa riforma è chiara. In Cile più di un milione di persone svolgono lavori di cura, e la stragrande maggioranza sono donne costrette a scegliere tra prendersi cura dei propri cari e avere una vita lavorativa dignitosa. Durante il dibattito parlamentare, si è riconosciuto che il 21,8% del PIL nazionale rappresenta i cuidados , un’attività economica immensa rimasta per troppo tempo invisibile.

Il Sistema Nacional de Apoyos y Cuidados riconosce il diritto alla cura nella sua triplice dimensione: il diritto a ricevere cure, a prendersi cura degli altri e all’autocura. Come ha spiegato la ministra dello Sviluppo Sociale Javiera Toro, l’obiettivo è trasformare il cuidado da compito individuale a responsabilità condivisa tra uomini e donne, famiglie, comunità, Stato e settore privato .

L’architettura del sistema si articola su tre livelli: politico, esecutivo e partecipativo.

L’offerta programmatica, già operativa e che verrà progressivamente ampliata, include i Centri Comunitari di Cura, assistenza domiciliare, adattamenti funzionali delle abitazioni, e il programma Chile te Cuida che fornisce strumenti per l’autocura e il supporto alla salute mentale dei cuidadores.

Dal 2022, il governo ha avviato un processo graduale di riconoscimento delle persone curatrici attraverso la loro iscrizione nel Registro Social de Hogares. Questo sforzo ha già prodotto risultati concreti. Le cuidadoras e i cuidadores registrati ottengono una credenziale che permette l’accesso prioritario a servizi in istituzioni pubbliche e private.

La legge consolida e amplia questi diritti, stabilendo un catalogo specifico per le persone cuidadoras non remunerate e garantendo che il sistema coordini le sue funzioni con gli altri pilastri della protezione sociale per evitare duplicazioni e garantire efficienza.

Con la promulgazione della legge, il Cile diventa uno dei primi paesi al mondo a riconoscere i cuidados a livello legislativo e a stabilire un’istituzionalità permanente per garantirli progressivamente. La sfida ora, come hanno evidenziato diverse voci parlamentari e accademiche, sarà garantire un’implementazione effettiva con risorse adeguate, formazione di équipe specializzate e un monitoraggio costante.

Il sistema dovrà evolvere verso la copertura universale progressiva in tutte le comunas del paese, con criteri basati sul grado di dipendenza e non sulla condizione socioeconomica, consolidando così il cuidado come pilastro permanente dello Stato sociale cileno del XXI secolo.

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